Marta ha 22 anni e lavora come parrucchiera.
Fin da bambina amava inventare nuove acconciature. Passava ore a pettinare le bambole, provando trecce, chignon e codini sempre diversi. Crescendo quella passione non è cambiata. Ancora oggi le piace seguire tutorial, frequentare corsi di formazione e sperimentare nuove tecniche su una testina da esercitazione. Si diverte a provare pieghe lisce, mosse e ricce, a perfezionare le frange, i ciuffi e a scoprire nuovi prodotti per la cura dei capelli.
Quando una cliente esce dal salone soddisfatta del risultato, Marta sorride. Sapere di aver contribuito a far sentire una persona bene con sé stessa è la parte che ama di più del suo lavoro.
Fuori dal salone, però, le cose cambiano.
Se vorrebbe scrivere a un’amica per proporle un caffè, spesso si ferma.
Se vede una persona che conosce mentre sta parlando con qualcun altro, preferisce non avvicinarsi.
Se le viene voglia di telefonare a qualcuno, rimanda.
Dentro di sé pensa:
- Magari la disturbo;
- Forse è occupata;
- Non voglio interrompere;
- Le scriverò un’altra volta.
Così…
Quel messaggio non parte mai;
Quel saluto rimane soltanto un pensiero;
Quell’invito viene rimandato.
Con il tempo Marta si rende conto che non è la mancanza di voglia a tenerla lontana dagli altri, ma la paura di occupare uno spazio che sente non le appartenga.
È proprio da qui che può iniziare un lavoro psicologico.
Non per smettere di essere una ragazza educata e rispettosa degli altri, ma per imparare che avvicinarsi a una persona, scrivere un messaggio o proporre un incontro non significa necessariamente disturbare.
Ad esempio:
- Analizzare a fondo i pensieri che emergono in queste situazioni;
- Riconoscere le emozioni che prova;
- Osservare cosa accade nel corpo quando vorrebbe prendere l’iniziativa;
- Sperimentare, gradualmente, modi nuovi di entrare in relazione con gli altri senza sentirsi in colpa.
Un percorso psicologico può aiutare a trovare un equilibrio tra il rispetto per gli altri e il diritto di occupare il proprio spazio nelle relazioni.
Se ti riconosci in questa storia e desideri comprendere meglio ciò che stai vivendo, puoi contattarmi per fissare un primo colloquio conoscitivo.
Il nome, la protagonista e la storia sono di fantasia. Le difficoltà descritte rappresentano situazioni che possono accomunare molte persone.
