Dott.ssa Angela Atlante

Psicologa e Psicoterapeuta in formazione. Supporto per ragazze timide, introverse, ansiose, con difficoltà relazionali e di autostima


PERCHE’ CONTINUO A RITROVARMI IN RELAZIONI IN CUI SONO SEMPRE IO A TENERE VIVO IL LEGAME?

Emma ha 28 anni e lavora in una gelateria.

Fin da piccola le piaceva preparare dolci insieme alla nonna. Crescendo ha scoperto il mondo del gelato artigianale e se n’è innamorata.

Il suo gusto preferito è il lampone. Quando arriva la stagione giusta, ama raccogliere lamponi e altri frutti di bosco personalmente, scegliendo solo quelli maturi. Lo stesso vale per tutto ciò che può trovare in natura. Per gli altri ingredienti dedica tempo alla ricerca dei fornitori migliori, perché crede che un buon gelato nasca dalla qualità delle materie prime.

Non si limita a preparare il gelato. Le piace renderlo bello da vedere. Sul cono crea piccole onde, spirali, aggiunge un biscotto, qualche decorazione o un ciuffo di panna quando è richiesto. Le piace osservare il sorriso delle persone quando ricevono qualcosa preparato con attenzione.

Anche nelle relazioni è fatta così. Quando tiene a qualcuno è presente, si interessa sinceramente all’altra persona, propone di vedersi, ricorda i dettagli delle conversazioni e trova il tempo per chi considera importante.

Con il passare del tempo, però, le capita spesso di accorgersi che quell’impegno non è reciproco. È quasi sempre lei a scrivere per prima, a proporre un incontro e a tenere vivo il rapporto, fino a chiedersi:

  • “Perché sono sempre io a cercare gli altri?”;
  • “Perché ho la sensazione che, se smettessi di scrivere, molte relazioni finirebbero?”;
  • “C’è qualcosa di sbagliato in me?”;
  • “Come mai sembra che io desideri gli altri più di quanto gli altri desiderino me?”.

Per Emma il messaggio o la proposta di vedersi non sono semplicemente un gesto, ma il segno che, nei pensieri dell’altra persona, lei ha un posto; vorrebbe sentire che dall’altra parte nascesse spontaneamente il desiderio di condividere del tempo con lei e di mantenere vivo il legame, perché è proprio questa reciprocità che le manca e che desidera trovare.

È qui che può iniziare un percorso psicologico.

  • In un percorso psicologico si potrebbe lavorare su:
  • Approfondire i pensieri emersi;
  • Comprendere quali emozioni emergono quando si percepisce distanza e in che modo influenzano il proprio comportamento;
  • Esplorare le aspettative che si portano nelle relazioni.

Tra i possibili benefici di un percorso psicologico possono esserci:

  • Una maggiore consapevolezza del proprio modo di vivere le relazioni;
  • Una migliore capacità di riconoscere quando un legame è realmente reciproco e quando, invece, viene sostenuto prevalentemente da una sola persona;
  • Una maggiore attenzione ai propri bisogni, senza sentirsi in colpa;
  • Scelte più consapevoli nelle relazioni su cui investire tempo ed energie;
  • Un modo più sereno di vivere i rapporti con gli altri.

L’obiettivo non sarebbe smettere di desiderare relazioni profonde, ma costruire legami in cui il desiderio di esserci appartenga a entrambe le persone.

Se ti sei riconosciuta nella storia di Emma e senti che qualcosa di simile sta accadendo anche nelle tue relazioni, possiamo parlarne insieme durante un primo colloquio conoscitivo.

Il nome, la protagonista e la storia sono di fantasia. Le difficoltà descritte rappresentano situazioni che possono accomunare molte persone.