Vi racconto la storia di una ragazza che si sente spesso combattuta tra ciò che desidera e la paura di non riuscire a trovare il proprio posto.
Ambra ha 19 anni, ha terminato da poco il suo percorso scolastico ed è in cerca di un’occupazione. In questo periodo sta cercando di capire quale direzione prendere, ma ogni scelta le sembra portare con sé dubbi, rinunce e nuove domande.
Da una parte le piacerebbe studiare medicina e dall’altra si sente attratta dalla farmacologia e immagina la possibilità di lavorare in farmacia. Si chiede se scegliere un’università tradizionale o una telematica, se seguire un percorso lungo e impegnativo oppure orientarsi verso qualcosa che sente più vicino alla sua idea di futuro.
Più ci pensa, più si sente confusa.
Non è solo indecisione. È la sensazione di dover scegliere senza sentirsi davvero sostenuta.
Ambra sente di non avere una rete familiare su cui appoggiarsi come vorrebbe. Le piacerebbe avere amici con cui parlare, confrontarsi e condividere le proprie paure, ma fare amicizia per lei è difficile. Si conosce bene, vede i propri limiti e proprio per questo teme che gli altri possano non accettarli.
Spesso pensa di essere un peso e questa convinzione la porta a trattenersi nelle relazioni.
Desidera rapporti sinceri, profondi e presenti, ma allo stesso tempo ha paura di legarsi troppo e di stare male. Vorrebbe sentirsi scelta, compresa e accolta, ma una parte di lei dubita che questo possa accadere davvero.
Quando subisce un torto, fatica ad andare avanti se non riceve delle scuse. Vede che altre persone riescono a passarci sopra, a minimizzare, a lasciar correre. Lei, invece, non ci riesce. Rimane ferma lì, nel bisogno che ciò che è accaduto venga riconosciuto.
Con il tempo questa fatica diventa sempre più pesante.
Ambra si sente sola, bloccata, divisa tra il desiderio di avvicinarsi agli altri e la paura di soffrire ancora.
È proprio da qui che può iniziare un lavoro psicologico.
Non dal trovare subito la scelta perfetta, ma dal dare spazio a ciò che sta sotto l’indecisione:
- La paura di sbagliare;
- Il timore di non essere sostenuta;
- La convinzione di essere troppo difficile da accettare;
- Il bisogno profondo di sentirsi vista senza doversi nascondere.
Nel mio lavoro accompagno la persona a riconoscere questi pensieri e a osservarli con più delicatezza, senza considerarli subito verità assolute.
A volte, infatti, alcune convinzioni su di sé diventano così familiari da sembrare definitive, anche quando continuano a far soffrire.
Un percorso psicologico può aiutare a fare chiarezza, a distinguere i propri desideri dalle proprie paure e a costruire, poco alla volta, un modo più sicuro di stare nelle relazioni e nelle scelte importanti.
Non si tratta di avere subito tutte le risposte.
Si tratta di iniziare a non restare sola dentro le domande.
Se ti riconosci in questa storia e desideri comprendere meglio ciò che stai vivendo, puoi contattarmi per fissare un primo colloquio conoscitivo.
Il nome, la protagonista e la storia sono di fantasia. Le difficoltà descritte rappresentano situazioni che possono accomunare molte persone.
