Vi racconto la storia di una ragazza che fatica a mettere dei limiti. Dice spesso questa frase: “Non riesco a dire no”.
Chiara ha 28 anni e lavora come educatrice in una comunità. E’ una persona attenta, disponibile, una di quelle su cui gli altri sanno di poter contare.
Quando qualcuno le chiede qualcosa, la sua risposta è quasi sempre sì, anche se è stanca e avrebbe bisogno di fermarsi o sente, dentro, che non le va.
All’inizio non ci fa troppo caso. Le sembra normale essere così. Le sembra giusto esserci, aiutare e non deludere.
Poi, con il tempo, qualcosa cambia.
Si ritrova a fare più di quanto vorrebbe. A dire sì anche dove vorrebbe fermarsi. A mettere gli altri davanti a sé, quasi senza accorgersene.
E…
Insieme a questo cresce una sensazione difficile da ignorare:
- Stanchezza;
- Fastidio;
- A volte anche rabbia, che però fatica a riconoscere.
Dire “no” le sembra impossibile. Ha paura di deludere, sembrare egoista ed essere vista in modo diverso. Così continua a dire “sì” e il risultato è sempre lo stesso: sentirsi in secondo piano.
E’ proprio da qui che può iniziare un lavoro psicologico.
Non dal forzarsi a dire “no”, ma dal comprendere cosa rende così difficile mettere dei limiti:
- Le paure che si attivano;
- I pensieri che emergono;
- Ciò che accade dentro quando prova anche solo a immaginare di esporsi in modo diverso.
Nel mio lavoro accompagno la persona a riconoscere questi passaggi e, con gradualità, a costruire modi più autentici di stare nella relazione, imparando a dire dei “no” senza sentirsi in colpa. Non si tratta di diventare un’altra persona ma di iniziare a dare spazio anche a sé.
Se ti riconosci in questa storia e desideri comprendere meglio ciò che stai vivendo, puoi contattarmi per fissare un primo colloquio conoscitivo.
Il nome, la protagonista e la storia sono di fantasia. Le difficoltà descritte rappresentano situazioni che possono accomunare molte persone.
